Marina Santini e Luciana Tavernini

Mia madre femminista

voci di una rivoluzione che continua

2015
Poligrafo

Il libro esplora le storie di donne, madri e figlie, che si confrontano con le eredità culturali e familiari del patriarcato, e con i modi in cui il femminismo può trasformare le relazioni intergenerazionali. Attraverso racconti personali, analisi e dialoghi, gli autori evidenziano come la trasmissione dei valori, dei ruoli e delle aspettative possa diventare occasione di riflessione critica e di empowerment. Il testo invita a considerare il femminismo come pratica quotidiana, capace di incidere sulla vita affettiva e familiare senza perdere il suo respiro politico e collettivo. La scrittura è coinvolgente, empatica e riflessiva, capace di parlare tanto all’esperienza personale quanto alle questioni sociali.
Attraverso il loro lavoro narrativo e saggistico, le autrici raccontano un femminismo vissuto e condiviso, evidenziando l’importanza delle relazioni, delle memorie familiari e della consapevolezza storica nella costruzione di una società più equa.

Marina Santini e Luciana Tavernini

Marina Santini sviluppa una ricerca che coniuga analisi culturale e racconto autobiografico, ponendo al centro il valore della soggettività femminile e della pratica relazionale. Nei suoi testi emerge un costante dialogo tra storia personale e storia sociale, come strumento di consapevolezza e trasformazione.


Luciana Tavernini
ha intrecciato nella sua produzione letteraria riflessione teorica e testimonianza personale, dando voce alle esperienze delle donne e ai percorsi collettivi del movimento femminista. La sua scrittura si distingue per l’attenzione alla dimensione politica delle relazioni e alla trasmissione intergenerazionale della memoria.

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Nella foto la presentazione del libro con le autrici a cura di Adamaria Rossano per La Città delle Mille. CPT Borgo Palazzo - Marzo 2018