Raffaella Perna

Arte, fotografia e femminismo

in Italia negli anni Settanta

2013
Postmedia books



Arte, fotografia e femminismo in Italia negli anni Settanta ricostruisce il ruolo centrale della fotografia nelle pratiche artistiche e politiche del femminismo italiano degli anni Settanta. Il volume analizza opere, collettivi e percorsi individuali, mostrando come l’immagine fotografica sia stata uno strumento di autocoscienza, autorappresentazione e critica ai modelli culturali dominanti. Attraverso un’accurata ricerca d’archivio e un’ampia ricognizione iconografica, il libro restituisce visibilità a esperienze spesso rimaste ai margini della narrazione ufficiale dell’arte contemporanea. Ne emerge un panorama vivace e plurale, in cui la fotografia diventa linguaggio di sperimentazione estetica e insieme pratica politica, capace di ridefinire lo sguardo sul corpo, sull’identità e sulle relazioni.


Note: Testo autografato e dedicato a La Città delle Mille dall'artista Marcella Campagnano

Tra le figure analizzate nel libro vi è Marcella Campagnano, artista e fotografa attiva fin dagli anni settanta, nota per i suoi lavori sull’identità e sulla rappresentazione dei ruoli femminili. Attraverso serie fotografiche concettuali e performative, ha indagato stereotipi e costruzioni sociali del femminile, diventando una presenza significativa nel dialogo tra arte e femminismo in Italia.

In copertina del libro l'opera "Invenzione del femminile: Ruoli" (1974) di Marcella Campagnano. 

Raffaella Perna

La curatrice Raffaella Perna è storica dell’arte e docente universitaria, con una ricerca dedicata in particolare ai rapporti tra arti visive, fotografia e culture femministe in Italia nel secondo Novecento. Accanto all’attività accademica, ha sviluppato un intenso lavoro curatoriale, ideando e coordinando mostre che indagano le pratiche artistiche delle donne e le intersezioni tra linguaggi visivi, politica e società. Si è inoltre occupata dei rapporti tra arte e moda, analizzando come l’immaginario, il corpo e la rappresentazione dell’identità si costruiscano anche attraverso le estetiche e i dispositivi propri del sistema moda.