
Il libro denuncia gli effetti della globalizzazione agricola e scientifica. Critica l’imposizione di un unico modello di sviluppo occidentale. Sottolinea l’importanza della biodiversità e dei saperi locali. Analizza il legame tra colonialismo, scienza e potere economico. Propone un modello ecologico e pluralista di conoscenza.

Note: Nella fotografia la nostra fondatrice Adele Pappalardo con Vandana Shiva che ha autografato e dedicato il testo a "the women's library" . Bergamo - Ottobre 2017

Fisica ed ecofemminista indiana, tra le voci più autorevoli dell’ecologia politica contemporanea Vandana Shiva da decenni è impegnata nella difesa della biodiversità, della sovranità alimentare e dei diritti dei contadini, in particolare delle comunità rurali più vulnerabili.
Ha fondato organizzazioni e movimenti dedicati alla tutela dei semi tradizionali e alla promozione di pratiche agricole sostenibili, contrastando la standardizzazione delle colture e la perdita di varietà locali. Nelle sue analisi critica il potere delle multinazionali dell’agrochimica e la diffusione degli OGM, mettendo in luce le implicazioni economiche, ambientali ed etiche di un modello agricolo industriale. Il suo pensiero intreccia scienza, attivismo e riflessione femminista, proponendo un’idea di sviluppo fondata sulla cura della terra e delle relazioni.