Convivio: la cucina come spazio narrativo e politico 

L'associazione di giovani Oltre L’Orto ci ha invitate alla rassegna Convivio, un evento “orto-letterario” dove musica e letture si alternano sullo sfondo dell’orto comunitario di Villa di Serio. 

Tra le pietanze della cena condivisa e le narrazioni al tramonto, lo scorso 14 settembre, abbiamo deciso di partecipare scegliendo due libri del nostro fondo, letti e interpretati da Michela Frigeni e Anna Giuliani. Troppo sale. Un addio con ricette di Stefania Giannotti e Ti ho dato gli occhi e hai guardato le tenebre di Irene Solà sono i due testi che hanno dialogato sul “palco” erboso dell’orto. 

Leggere autrici che mettono il cibo al centro non vuol dire solo leggere ricette, significa esplorare diversi aspetti, come la genealogia del sapere, che passa di nonna, madre e in figlia, attraverso gesti muti ma eloquenti; l’identità e l’appartenenza, ossia come il sapore di un piatto possa ricostruire un'identità frammentata dal trauma; o, ancora, il corpo e il desiderio, esaltando il cibo come forma di cura e riappropriazione di un piacere personale. Grazie a queste particolare interpretazioni dell’argomento “cibo”, la cucina può smettere finalmente di essere considerata il luogo del dovere domestico di una donna e diventare un laboratorio di resistenza, dove si tramandano alleanze e saperi, si risolvono conflitti.

In molta letteratura femminile, la cucina è presentata come un'aula di vita: lì si impara la pazienza dell'attesa (la lievitazione), la gestione delle risorse (il riciclo creativo) e la capacità di nutrire non solo il corpo, ma l'anima di una comunità.

Questi libri ci insegnano che il "sapere femminile" è una competenza stratificata. Cucinare insieme diventa un atto di narrazione collettiva: mentre si affetta e si mescola, si parla, si ricorda, si guarisce. La cucina è l'unico posto della casa dove la trasformazione della materia diventa metafora della trasformazione di sé.

Il cibo è un linguaggio universale, ma sono le donne ad averne curato la grammatica per secoli, spesso nell'ombra. Attraverso la narrativa e momenti di condivisione come Convivio, vogliamo riportare questa sapienza alla luce, non più come un obbligo, ma come una scelta consapevole di incontro e di bellezza.